Ginocchio: Anatomia, Manifestazioni Cliniche e Indagini Diagnostiche

Il ginocchio è un’articolazione complessa, in cui tre ossa – femore, tibia e rotula – si muovono armonicamante l’una rispetto alle altre nel movimento di flessoestensione.

Femore e tibia rappresentano i segmenti scheletrici portanti rispettivamente della coscia e della gamba. I loro capi articolari, collegati da robusti legamenti collaterali e crociati, si articolano reciprocamente con l’interposizione di sottili semianelli di fibrocartilagine, i menischi. La rotula è un osso discoide nel contesto del grosso tendine del muscolo quadricipite. La sua funzione di scorrimento e di puleggia permette la potente azione del quadricipite, il muscolo più importante dell’arto inferiore.

Un ginocchio sano normale consente un’estensione completa e una flessione fino a 130° e oltre (fino, cioè, al contatto tra il polpaccio e la coscia), è stabile (ovvero non cede neppure sotto sforzo) e non è dolente. Occasionali scrosci articolari sono normali, se non si accompaganano a dolore e a blocco del movimento.

Come si manifestano le malattie del ginocchio?

Il ginocchio interessato da una lesione traumatica o da una malattia degenerativa determina uno o più dei seguenti disturbi: dolorerigiditàblocco articolare, instabilità zoppia.

Il dolore (gonalgia) è abbastanza indicativo della sede della patologia.
Se anteriore, cioè in corrispondenza della rotula e nelle sue adiacenze, può essere espressione tanto di una sindrome rotulea, quanto di una tendinite rotulea. Nonstante la similitudine dei termini, si tratta di condizioni completamente differenti.
Se invece si concentra sul versante interno, spesso è provocato da una malattia del corrispondente compartimento articolare femoro-tibiale interno (gonartrosi medialemeniscopatia mediale). Non è raro, però, che una gonalgia interna sia provocata da una borsite della zampa d’oca.
Se, infine, il dolore è localizzato sul versante esterno, può essere ascritto sia ad una malattia del corrispondente compartimento articolare femoro-tibiale esterno (gonartrosi lateralemeniscopatia laterale), sia ad una sindrome della benderella ileotibiale.
Non bisogna comunque dimenticare che a volte il dolore al ginocchio è l’unica manifestazione di una malattia dell’anca. In questi casi, il dolore interessa solitamente la regione sovrarotulea e si estende alla coscia.

  • La rigidità, ovvero la limitazione del movimento, è un disturbo esclusivo delle affezioni intra-articolari, quelle malattie dunque che deteriorano le superfici cartilaginee responsabili del movimento (gonartrosilesioni meniscali , artrite).
  • Il blocco articolare è una forma di rigidità estrema, che limita l’escursione articolare a pochi gradi di movimento, come conseguenza di un “corpo estraneo” incuneatosi tra le superfici in movimento. Solitamente ascrivibile ad un frammento di menisco, richiede una valutazione specialistica tempestiva e spesso una risoluzione chirurgica.
  • L’instabilità è un’indizio abbastanza preciso di lesione legamentosa: la sensazione che il ginocchio ceda all’interno, all’esterno o in rotazione è un ostacolo assoluto per l’attività sportiva, ma spesso anche un fastidio ricorrente nella vita quotidiana. Richiede sempre un’indagine scrupolosa.
  • La zoppia è presente ogniqualvolta si avverte un dolore nella deambulazione, e dunque in associazione con quasi tutte le affezioni del ginocchio. E’ un meccanismo di protezione che il nostro corpo mette in atto per ridurre al minimo le sollecitazioni dolorose. Sebbene molte siano le varianti di questo segno clinico, la più comune è la cosiddetta “zoppia di fuga”, provocata dal tentativo di abbreviare l’appoggio sull’arto ammalato (fuga dall’appoggio). Il ciclo del passo diventa così “asimmetrico”, poiché la fase di appoggio da un lato è più breve che dall’altro.
  • Quali indagini sono utili alla diagnosi?

Il ginocchio è uno dei distretti corporei in cui l’esame obiettivo (cioè la visita medica) riveste la maggiore importanza nel portare alla diagnosi. Poichè, a seconda del sospetto clinico, gli esami strumentali da effettuare variano grandemente, è bene astenersi dall’eseguire indagini radiologiche prima della visita specialistica, evitando assolutamente TAC, RMN ed ecografie, la cui indicazione è estremamente rigorosa e di competenza prettamente specialistica.

Unica eccezione il ginocchio doloroso del paziente over-60, per il quale – statisticamente – la diagnosi di gonartrosi è estremamente probabile. In questo caso è utile giungere alla visita ortopedica avendo già eseguito un’esame radiografico tradizionale, costituito da una proiezione anteroposteriore in carico, da una laterale in carico e da una proiezione assiale di rotula a 45° di flessione, poichè questo può accelerare l’iter diagnostico.

Bibliografia:
– Calmbach WL, Hutchens M. Evaluation of patients presenting with knee pain: Part I. History, physical examination, radiographs, and laboratory tests. Am Fam Physician. 2003 Sep 1;68(5):907-12.
– 
Calmbach WL, Hutchens M. Evaluation of patients presenting with knee pain: Part II. Differential diagnosis. Am Fam Physician. 2003 Sep 1;68(5):917-22.