Lesioni dei legamenti crociati: diagnosi, trattamento e prospettive di guarigione

I legamenti crociati sono i principali responsabili della stabilità del ginocchio. Essi sono tesi tra il femore e la tibia e decorrono all’interno dell’articolazione. Prendono il nome di “crociati” perchè si incrociano al centro dell’articolazione.

A cosa servono?

I legamenti crociati anteriore e posteriore impediscono lo spostamento rispettivamante anteriore o posteriore della tibia rispetto al femore. Nel disegno sottostante si può osservare come un legamento crociato anteriore (l.c.a.) integro impedisca alla tibia di traslare in avanti. Non così un legamento rotto.

lca rotto 2

La direzione dei crociati, sghemba rispetto agli assi corporei, fa si che partecipino in modo determinante anche alla stabilità torsionale e medio-laterale dell’articolazione.

Come si rompono i legamenti crociati?

I crociati si rompono essenzialmente per traumi di tipo distorsivo. Il legamento crociato anteriore è più esposto al rischio di lesione.

Spesso la rottura di un crociato si accompagna anche a lesione dei legamenti collaterali e dei menischi, costituendo così solo un elemento di un danno capsulo-menisco-legamentoso complesso.

Chi è più colpito?

Trattandosi di un tipico infortunio sportivo (calcio, sci…) , i soggetti più a rischo sono giovani e giovani-adulti attivi.

Come si manifesta?

In acuto la rottura di un legamento crociato si presenta di solito con un importante emartro, cioè un versamento di sangue che distende l’articolazione. Dolore ed impotenza funzionale dipendono sì dalla rottura legamentosa, ma anche dalle eventuali lesioni associate.

Risolta la sintomatologia acuta in 2-3 settimane, se non vi sono lesioni associate, il paziente recupera buona parte della funzione articolare, ma residua quasi sempre una sensazione di instabilità che impedisce la pratica sportiva, soprattutto di quelle discipline che richiedono rapidi cambi di direzione o la corsa su terreni sconnessi.

Quali esami sono utili per le lesioni dei legamenti crociati?

La diagnosi di lesione dei legamenti crociati è prettamente clinica. A conferma di un preciso sospetto clinico, lo specialista richiederà una risonanza magnetica, che dimostrerà l’interruzione parziale o totale dei fasci legamentosi e le eventuali lesioni associate.E’ preferibile evitare di eseguire l’esame quando il ginocchio è tumefatto, perchè le immagini risulterebbero meno significative: quindi o lo si esegue subito dopo il trauma, oppure è bene attendere la risoluzione della tumefazione.

Può guarire un crociato lesionato?

Il legamento crociato posteriore, che è ben vascolarizzato, può cicatrizzare, puchè non venga sollecitato per alcune settimane. Non può guarire, invece, il crociato anteriore, perchè la sua vascolarizzazione è insufficiente a sostenere i processi riparativi. Una volta rotto, degenera irreversibilmente.

Come si curano le lesioni dei legamenti crociati?

Dal momento che il crociato posteriore (l.c.p.) può guarire spontaneamente, è importante che il trattamento d’urgenza del ginocchio traumatizzato sia idoneo: un’immobilizzazione in estensione per 5-6 settimane è necessaria a ottenere la cicatrizzazione del legamento (che in estensione è deteso). Successivamente si inizierà un programma riabilitativo per il recupero dell’articolarità. Solo in caso di persistente lassità posteriore sintomatica (spesso determinata da un tardivo riconoscimento della lesione), si ricorre alla ricostruzione chirurgica.

Il crociato anteriore, non avendo possibilità di guarigione, non richiede provvedimenti specifici in urgenza: è sufficiente immobilizzare il ginocchio per alcuni giorni, fino alla diminuzione del versamento e del dolore, quindi è possibile riprendere gradualmente una vita normale. Quando l’emartro sia importante, lo specialista potrà decidere di pungere l’articolazione per evacuare la raccolta di sangue (artrocentesi) e ridurre i sintomi. Un programma riabilitativo finalizzato al potenziamento del quadricipite è fondamentale per restituire stabilità al ginocchio, vicariando in parte la funzione del legamento lesionato.
Pazienti giovani o con esigenze sportive trovano nella chirurgia artroscopica ricostruttiva un trattamento specifico in grado di sostituire il legamento danneggiato con un innesto tendineo (prelevato in genere dallo stesso ginocchio, in particolare dalla zampa d’oca o dal tendine rotuleo). Sebbene i dati siano controversi, è ragionevole pensare che il trattamento chirurgico, ripristinando la “normalità” articolare, possa evitare una degenerazione artrosica precoce. Per questa ragione è oggi una procedura altamente raccomandata al di sotto dei 40 anni di età. Oltre questa soglia, la decisione dipende essenzialmente dal livello di attività sportiva del paziente, che, se sedentario, può convivere senza particolari disturbi con i postumi di questa lesione.

Bibliografia:
 Shelbourne KD, Vanadurongwan B, Gray T. Primary anterior cruciate ligament reconstruction using contralateral patellar tendon autograft. Clin Sports Med ,2007 Oct;26(4):549-65.
– Schoderbek RJ, Treme GP, Miller MD. Bone-patella tendon-bone autograft anterior cruciate ligament reconstruction. Clin Sports Med ,2007 Oct;26(4):525-47.
 
Lawhorn KW, Howell SM. Principles for using hamstring tendons for anterior cruciate ligament reconstruction. Clin Sports Med ,2007 Oct;26(4):567-85 .